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Franco Arminio a Rotonda | osservazioni | essere innovatori in un posto di conservatori

Aggiornamento: 13 ott 2021



Lo voglio raccontare a chi non era presente, in fondo è solo una storia che narra di tante storie. Un ennesimo focus sull’attenzione da cui parte ogni cosa concreta.

È stata un’esperienza e un viaggio tra passato e futuro, assistere e partecipare, ieri pomeriggio, 10 ottobre 2021, ad una chiacchierata con chi seduto sopra una vecchia sedia di paglia usurata e di colore giallino, in un piovoso pomeriggio di una domenica di ottobre, parlare di opportunità e crescita.


Teresa Mazzilli

Parlare del tempo, che repentinamente ha mutato la cultura, i mestieri, le abitudini e lo sguardo sulla realtà di ognuno di noi abitanti di provincia.


Del resto, credo, che la vera cultura sia sperimentazione e la crescita ed il miglioramento della vita venga da questo e poi anche dai libri e da ciò che si fa nelle città.


Lo faccio ogni giorno e ne ho fatto un lavoro serio.



 

Franco Arminio

Franco Arminio, un poeta, scrittore e a suo dire, “Paesologo” ha conversato con un piccolo pubblico di persone nella comunità di Rotonda. Ha letto alcune delle sue poesie e noi del pubblico le abbiamo interpretate nel dialetto dei paesi di appartenenza. Mi sono divertita e allo stesso tempo ho ascoltato i pareri e le realtà dei partecipanti. È la stessa realtà per tutti ma ancora in pochi vediamo le opportunità.


Conta più il limite che l’opportunità e regna sovrano il cosiddetto: “scoraggiatore militante.”


Personaggio autoctono delle provincie, che qualsiasi cosa fai o proponi, abolisce ogni speranza di riuscita.


Forse perché non ha fatto gran che della sua vita? Forse perché per lui chi la pensa in modo evolutivo è un diverso? O semplicemente perché si è adattato alla sua insindacabile insoddisfazione che gli permette di sopravvivere. La risposta, aimé, lascia il tempo che trova.


Anche in un posto sperduto e per fortuna poco contaminato, la trasformazione personale è possibile. Volerla, parte dal mettere in pratica l’esperienza. Cose, anche piccole da creare e fare. Smettendo di pensare a cose utopiche o il tutto e subito. Lo dico spesso ai miei clienti, sostenere l’entropia in un percorso o processo porta con se già un pezzo di miglioramento della persona.

Abbiamo risorse infinite e potenzialità non dimentichiamolo, sosteniamo dunque l’incertezza. Pensare che siamo nati in un posto arretrato è solo una narrativa dominante ma non esclusiva, siamo parte di piccole comunità, piccole non è sinonimo di stupide, siamo in un periodo di scelta e scegliere significa accorgersi di quanto siamo disposti a fare per sperimentare.


Certo non è semplice, serve un processo che ha bisogno di tempo per attecchire in una terra arida. Arida, certo, ma bada bene è sempre terra e non asettico cemento.

E se vuoi migliorare, comincia a fare cose che magari non fanno parte delle tue abitudini, comincia e capirai verso cosa orientarti. Ascolta chi parla di queste cose anche sotto forma di poesia, ti stupirai di come essa sia concreta.

Ieri sera eravamo in pochi, non importa, eravamo attenti e interessanti a voler esserci e a voler ascoltare!

Questo è quanto.

Questa è innovazione.


Teresa Mazzilli



Life coach Teresa Mazzilli








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